COMPENSAZIONE DI RETI
Un insieme di punti, di coordinate NOTE o PRESUNTE, un
insieme di misure (angoli fra direzioni, distanze, azimut
assoluti, dislivelli), uno schema geometrico coerente
sostituiscono una RETE.
Gli schemi geometrici possono essere rappresentati da tutti gli
schemi di rilevamento che la topografia mette a disposizione
(poligonali, intersezioni, trilaterazioni, ecc.).

Il metodo comunemente seguito nella compensazione di RETI è
quello chiamato dalle osservazioni INDIRETTE o per
variazioni di coordinate. Ciò significa che le incognite da
ricercare non sono tanto le coordinate x, y o la quota z di un
generico punto da definire, ma le correzioni
da
apportare ai valori presunti x, y, z delle coordinate dei punti
stessi.
Ciò avviene mediante l'applicazione ripetuta (iterazione) di un
opportuno algoritmo di calcolo finché le correzioni
hanno
valori di entità trascurabile. Si dice allora che il sistema
CONVERGE.
|
Il procedimento di compensazione esaminato è quello che fa
ricorso al metodo statistico dei "MINIMI QUADRATI",
attuato secondo l'algoritmo delle osservazioni
INDIRETTE. |
Diamo di seguito una definizione, che non dimostriamo, ma che
costituisce fondamento di tutti i procedimenti di compensazione:
|
LEGGE DEI MINIMI QUADRATI
"In un sistema di osservazioni dello
steso ordine di precisione , il valore più probabile Xo
è quello che rende minima la somma dei quadrati degli
scarti delle singole osservazioni Xi da Xo "
= Minimo |
Le diverse fasi di applicazione dell'algoritmo di
compensazione si possono sintetizzare nei punti che seguono:
-
In un
sistema di riferimento assegnato calcolare dei valori
provvisori per le coordinate x, y, z dei punti da
determinare. Si può proceder con i comuni metodi (anche
empirici) della topografia.
-
Ogni
misura
effettuata sul terreno e che coinvolga punti FISSI e/o PUNTI
PROVVISORI permette di scrivere un'equazione che prenderà il
nome di:
·
Equazione alle basi
·
Equazione agli angoli
·
Equazione agli azimut
·
Equazione ai dislivelli
·
ecc.
-
a
seconda delle grandezze misurate alla quale si riferisce.
-
Ogni
misura effettuata ha una sua precisione intrinseca
espressa mediante il suo s.q.m. Questa precisione
costituisce il PESO che l'equazione ad esso legata avrà nel
sistema complessivo che si va a costruire.
-
Ogni
equazione esprime le relazioni tra l'elemento MISURATO
ed il suo valore CALCOLATO dai valori provvisori
di coordinate del punto: i due termini differiranno tra loro
di una quantità, via via decrescente che chiameremo: TERMINI
NOTI DELLE EQUAZIONI GENERATE.
Con gli elementi esposti ai punti 1, 2, 3, 4 è possibile ora
scrivere un sistema di equazione così strutturato:
|
a1X1 + b1X2 + c1X3
+ .......... + U1Xn =L1
a2X1 + b2X2
+ c2X3 + .......... + U2Xn
=L2
...................
...................
anX1 + bnX2
+ cnX3 + .......... + UnXn
=Ln |
dove a1 , b1, c1,
.................., U1 sono dei coefficienti noti.
Si ha quindi un sistema di N equazioni in R incognite, con N >
R.
Esplicitiamo di seguito l'equazione alle BASI e l'equazione agli
ANGOLI:
EQUAZIONE ALLE BASI

Si abbia la base ij di misure Dij. La sua equazione è
:
L'equazione non è lineare: essa va pertanto "linearizzata",
con le regole di derivazione parziale, in un intorno prossimo ai
valori provvisori delle coordinate. La sua forma definitiva è:
Con il seguente significato dei termini:
Xi, Yi, Xj, Yj: COORDINATE PROVVISORIE DEI PUNTI i, j. Ad ogni
interazione esse vengono modificate.
Dij : distanza misurata.
:
distanza tra i punti i,j calcolata dalle coordinate provvisorie
di cui sopra.
xi, xj, yi, yj : INCOGNITE del problema. Correzioni da apportare
ad X e Y.
EQUAZIONI AGLI ANGOLI
Si
sia misurato l'angolo azimutale
, nel
vertice i fra le direzioni ik e ij.
L'equazione dell'angolo è :

Anche questa equazione non è lineare. La sua forma
linearizzata è:
: sono i
valori calcolati dalle coordinate provvisorie x, y , per ogni
iterazione.
Organizzando i dati (misure, incognite) in forma matriciale,
un sistema di equazioni di osservazione può essere scritto in
forma compatta
dove
V : Vettore dei residui di ogni equazione.
A : Motrice dei coefficienti delle equazioni di
osservazione.
X : Vettore delle correzioni incognite (Xi, Ji, Xj, Jj)
da applicare alle coordinate.
L : Vettore dei termini noti di ogni equazione.
Rappresenta la differenza tra il valore approssimato ed
il valore misurato delle grandezze in gioco. Se le
osservazioni non hanno la stessa precisione (come naturalmente
accade) si introduce il vettore (o matrice diagonale) dei pesi:
P : Matrice dei pesi delle singole equazioni.
La soluzione ai "minimi quadrati" per la ricerca del vettore
delle soluzioni X si ottiene applicando le condizioni di
minimo
all'equazione V = AX + L . Si ottiene così l'equazione
matriciale normale (ATPA)X+ATPL =0
dove ATPA = N è una matrice quadrata e simmetrica.
Il numero delle equazioni normali è uguale al numero n delle
incognite; pertanto la soluzione del sistema (chiamato
sistema normale) è unica ed è data, in forma matriciale da:
In conclusione la procedura può essere scomposta nei seguenti
passi:
-
Calcolo
delle coordinate approssimate dei nuovi punti usando le
misure eseguite ed un qualunque schema di calcolo
topografico.
-
Calcolo
degli elementi del vettore L dei termini noti usando
le coordinate di cui al punto 1.
-
Calcolo
dei coefficienti delle equazioni di osservazione (matrice
A), usando le coordinate approssimate.
-
Calcolo
della matrice dei pesi P.
-
Applicazione dell'equazione con i valori correnti di A,
P, L, e calcolo delle soluzioni X . Il vettore
correzioni X permette di ottenere delle nuove
coordinate approssimate.
Il ciclo di elaborazione riprende dal punto 2 finché si
otterranno per X dei valori di entità trascurabile.

Dopo aver calcolato le incognite, alla fine dei cicli di
iterazione si passa alla determinazione del loro grado di
attendibilità, inteso come parametro globale per tutta la rete.
Questo termine è l' ERRORE QUADRATICO MEDIO DELL'UNITA' DI
PESO e si deduce con semplici operazioni sul vettore V dei
residui. Si ha infatti
Le conoscenze del parametro
e della
matrice N = ATPA permette il calcolo della
matrice U, detta matrice di varianza-covarianza:
|
U = - (ATPA)-1 .  |
La matrice U
è una matrice quadrata, simmetrica di n
righe e colonne (n è il numero delle incognite) e contiene le
informazioni fondamentali per esprimere in modo qualitativo e
quantitativo le precisioni dei punti calcolati.
Infatti i termini
che
stanno sulla diagonale principale rappresentano le varianze
delle coordinate del punto "i" calcolato; i termini laterali
detti
covarianze, assieme ai precedenti, definiscono un importante
parametro statistico: l'ELLISSE D'ERRORE e permettono il
calcolo dei semiassi (a, b) e dell'orientamento (
).

Seguono ora alcuni schemi geometrici tipici.
Esempio
di rete compensata - Parametri delle ellissi d'errore (m)

S