Glossario
Topografia
Allineamento
Altitudine
Angolo
azimutale
Angolo
zenitale
CAD
Classificazione
delle proiezioni cartografiche
Coordinate
gaussiane
Curvatura
terrestre
Curve
di livello
Dislivello
Distanza
focale
Distanziometri
DTM
Elaborazione delle immagini numeriche
Ellissoide
internazionale
Fotogramma
Fotopiano
Geoide
Goniometro
Intersezioni
Levata
topografica
Livella
Livellazione
Livello
Macchina
aerofotogrammetrica
Metro
Misura
di distanze
Nonio
Orientamento
Orto
fotografia
Piano
quotato
Poligonazioni
Restituzione
fotogrammetrica
Rete
geodetica
Stazioni
totali automatiche
Stereorestitutore
Teodolite
Toponomastica
Triangolazione
Unità
di misura
UTM
Zenit
Allineamento
L'operazione che lo realizza viene generalmente
indicata come 'palinamento dell'allineamento', e viene realizzata disponendo sul
terreno opportuni segnali lungo un direzione prefissata, a distanze da 10 a 20 m
o più l'uno dall'altro.
L'allineamento viene realizzato di norma, fissando
sul terreno le paline nei punti che delimitano la direzione prefissata, e
traguardando poi i segnali da interporre sul terreno lungo l'allineamento
progettato, cominciando dal più lontano.
Nelle consuetudine operativa
l'operazione di allineamento prelude sempre alla misura diretta di una distanza,
al tracciamento di un rettifilo, ed al controllo della stabilità di un versante
in movimento.
Altitudine
Height (E)
In generale viene detta 'altitudine', o 'quota' od
'altezza', di un punto terrestre, la distanza di questo punto dalla superficie
di livello assunta come riferimento.
La superficie di livello assunta
come riferimento per le quote dei punti topografici è di norma quella del
'livello medio del mare'.
Angolo azimutale
Horizzontal angle (E)
Si definisce 'angolo azimutale', o
'angolo orizzontale', l'angolo diedro formato in un punto P dai due piani
verticali in P e passanti rispettivamente per i due punti distinti A e
B.
Nel caso che il piano verticale in P, passante per il punto A, coincida
col piano meridiano passante per il punto P, l'angolo diedro medesimo prende il
nome di 'azimut' del punto B.
Angolo
zenitale
Zenith angle
(E)
Si
definisce 'angolo zenitale' o 'distanza zenitale', o più semplicemente
'zenitale', l'angolo tra la verticale del punto P e la visuale ad un punto
A.
Il valore complementare dell'angolo zenitale, compreso tra l'orizzontale
del punto P e la visuale ad un punto A prende invece il nome di 'angolo di
altezza', o più semplicemente 'altezza'.
In genere, sono detti 'angoli di
elevazione' gli angoli di altezza corrispondenti a visuali al disopra del piano
orizzontale, ed 'angoli di depressione' quelli corrispondenti invece a visuali
al disotto dello stesso piano orizzontale.
CAD
Computer Aided Design (E)
La funzione primaria dei sistemi
'CAD' è essenzialmente quella di mostrare ed elaborare le informazioni visuali o
grafiche.
Questi sistemi sono utilmente impiegati in Architettura e in ingegneria
per la progettazione.
Questi programmi sono in continua evoluzione e
propongono sempre maggiori possibilità di interazione fra informazione grafica e
informazioni alfanumeriche associate al disegno o a parti del disegno. Questo
permette la costruzione di data base interattivi con il disegno elaborato anche
tridimensionalmente.
classificazione delle proiezioni cartografiche
Classification of map projections (E)
I criteri di
classificazione delle rappresentazioni cartografiche variano in funzione della
finalità degli elaborati prodotti, della scala di rappresentazione prescelta,
delle proprietà geometriche del sistema proiettivo adottato, della forma del
reticolato geografico e delle deformazioni geometriche
prodotte.
In generale, le rappresentazioni vengono distinte in 'carte generali' e
'carte tematiche', a seconda che forniscano informazioni metriche e descrittive
della superficie terrestre rappresentata di interesse generale o di specifico
interesse tematico.
Le rappresentazioni cartografiche finalizzate ad
interventi territoriali regionali vengono comunemente indicate 'carte tecniche
regionali'.
A seconda che le rappresentazioni cartografiche siano state formate per
rilevamento o per compilazione, esse si identificano infine come 'cartografia
rilevata' o 'di base' e come 'cartografia derivata'.
Nella prassi corrente
viene tuttavia considerata talvolta 'cartografia di base' la cartografia
prodotta per rilevamento aerofotogrammetrico dagli Organi cartografici dello
Stato, mentre viene invece considerata 'cartografia tecnica' quella prodotta per
iniziativa delle Amministrazioni pubbliche regionali e
locali.
Coordinate gaussiane
Vengono così definite
l'ascissa E' e l''ordinata N' di un generico punto P del piano della
rappresentazione di Gauss, o trasversa di Mercatore (UTM).
Curvatura terrestre
E' l'effetto dovuto allo scostamento dal piano
topografico, assunto come superficie di riferimento, della sfera locale e
provoca errori nella definizione sia delle distanze che dei
dislivelli.
Curve di livello
Contour line (E)
Definiscono i punti che
hanno la stessa quota e vengono indicate anche come 'curve isoipse' o 'curve
ipsometriche'.
Esse consentono di rappresentare l'altimetria del
terreno mediante un'equidistanza altimetrica in funzione della scala grafica di
rappresentazione.
Dislivello
Difference in level
(E)
Si
definisce 'dislivello' tra due punti del terreno il tratto di verticale compreso
tra le superfici di livello passanti per tali punti, ritenute fra loro
parallele.
A seconda dell'approssimazione ed entro certi limiti di distanza, queste
due superfici possono essere ritenute piane ed orizzontali.
Più in generale viene
chiamato 'dislivello fra due punti' la differenza tra le due rispettive
quote.
Il rapporto tra il dislivello e la distanza dei due punti fornisce la
'pendenza' del segmento spaziale che li unisce.
Distanza focale
Focal length (E); Distance focale (F);
Brennweite (G); Distancia focal (S)
Viene indicata come 'distanza principale', o più
semplicemente 'focale', ed è misurata lungo l'asse ottico dell'obiettivo della
camera metrica fra il secondo punto nodale ed il punto principale sul piano
focale.
Essa determina uno degli elementi dell'orientamento interno di una
camera metrica. Rimanendo invariato il formato nella camera, il valore della
distanza focale determina poi l'ampiezza dell'angolo di abbracciamento del
relativo obiettivo.
Il rapporto 'f/H', fra la distanza focale 'f' della
camera metrica rispetto alla distanza relativa 'H' dell'oggetto, fornisce la
scala media dell'immagine fotografica ottenibile.
Distanziometri
- Ottici
ODM instrument
(E)
Il problema della misura indiretta delle distanze può trovare immediata
soluzione dal concetto di proporzionalità, quando venga osservata la variazione
dell'angolo visuale, o 'angolo parallattico', sotto il quale risultano sottesi
gli oggetti di identica grandezza, allorché vengano osservati da distanze
diverse.
La misura ottica delle distanze si differenzia in base alle
strumentazioni utilizzate, ma si sviluppa a partire essenzialmente dai due
metodi 'ad angolo parallattico variabile' e 'ad angolo parallattico
costante'.
Il primo metodo comporta l'impiego di un tacheometro ed una 'stadia
orizzontale'; mentre il secondo richiede l'impiego di un tacheometro e della
'stadia verticale'.
-
Elettronici
EDM instruments (E)'
1. La misura diretta delle distanze
viene agevolmente ottenuta grazie all'impiego dei moderni 'distanziometri
elettronici' o 'distanziometri a onde modulate' che sono in grado di assicurare,
specialmente nelle grandi distanze, precisioni molto
spinte.
Questi distanziometri sono in genere costituiti da un complesso di
apparati emittenti e riceventi che, dopo aver generato, per mezzo di un'apposita
sorgente, opportuni segnali di riferimento convenientemente modulati, li
trasmettono ad un sistema riflettore e li ricevono poi, nella fase di ritorno,
in un capace rivelatore di fase.
DTM
Modelli digitali del terreno; Digital terrain models
(E)
La
rappresentazione della morfologia del terreno assicurata da un insieme di punti
discreti, noti nelle tre coordinate XYZ, opportunamente distribuiti sulla sua
superficie prende il nome di 'DTM' o 'digital terrain
model'
I DTM sono classificati sulla base della distribuzione dei punti
discreti sul terreno interessato, che può risultare ' irregolare' , o ' regolare
' o ' strutturata ' .
Nelle distribuzione irregolare, indicata talvolta '
random ' , il modello non segue alcuno schema precostituito, ma si adatta alle
accidentalità del terreno rappresentato.
Nelle distribuzioni strutturate, i
punti sono distribuiti invece per maglie quadrate o triangolari, che realizzano
una rappresentazione geometrica del tutto astratta.
L'utilizzazione dei DTM è
particolarmente diffusa nella progettazione stradale e negli interventi di
ingegneria civile e territoriale.
Elaborazione delle immagini numeriche
Digital image processing
(E)
Costituisce l'insieme delle operazioni che possono essere realizzate nel
trattamento delle immagini fotografiche, una volta trasformate in forma
numerica.
Il trattamento numerico richiede di norma una pre-elaborazione dei dati
numerici acquisiti, attraverso un 'filtraggio numerico bidimensionale' e delle
tecniche di 'compressione dei dati', che consentono di eliminare tutte le
ridondanze per ridurre allo stretto indispensabile l'occupazione degli spazi di
memoria dell'elaboratore utilizzato.
Ellissoide internazionale
International Ellipsoid
(E)
E'
l'ellissoide di rotazione terrestre calcolato col metodo delle aree da Hayford
nel 1909, e definito dai parametri:
a = 6.378.388 m s =
1/297
s=
(a-b)/a
Le dimensioni di questo
ellissoide di rotazione sono state adottate dall'Assemblea dell'Unione Geodetica
e Geofisica Internazionale, tenuta a Madrid nel 1924, e consigliate a tutti gli
Stati membri. E' essenzialmente per quest'adozione che esso viene indicato anche
come 'ellissoide internazionale di riferimento'.
Fotogramma
Picture (E); Cliché (F); Bild (G);
Quadro (P); Cuadro (S)
Si dice 'fotogramma' l'immagine fotografica,
negativa o positiva, ottenuta mediante una camera
fotogrammetrica.
Fotopiano
Quando il terreno presenta delle variazioni del
rilievo altimetrico molto deboli, e può essere assimilato approssimativamente ad
una superficie pianeggiante, la documentazione fotografica aerea nadirale può
essere organizzata in 'piani fotografici' o 'fotopiani', mediante l'assemblaggio
di più fotogrammi raddrizzati e riportati tutti alla stessa scala di
rappresentazione.
Geoide
Geoid (E)
Si definisce 'geoide' la superficie equipotenziale
della gravità che passa per il livello medio dei mari in
bonaccia.
La forma del geoide è molto prossima a quella di un 'ellissoide di
rotazione', che viene assunto in Geodesia come superficie di riferimento della
Terra.
Goniometro
Goniometer (E); Goniomìtre (F);
Gesichtsfeldmesser (G); Goniòmetro (S)
Gli strumenti per la misura degli
angoli vengono detti 'goniometri', e sono essenzialmente costituiti da un
'cerchio graduato', sostenuto da un basamento; una 'linea di mira' o 'linea di
collimazione', opportunamente sostenuta da un supporto mobile detto 'alidada',
ed un 'indice di lettura' rigidamente collegato al supporto
mobile.
Intersezioni
Intersections and resections
(E)
Sono procedimenti idonei a ridurre il numero dei dati osservati per la
determinazione degli elementi di uno o più triangoli, determinando quelli
incogniti sull'esclusiva base di proprietà geometriche.
Le intersezioni si
differenziano a seconda delle modalità seguite nella scelta delle stazioni di
misura angolare angolare azimutale.
Esse si distinguono in:
'intersezioni in avanti', 'intersezioni laterali', 'intersezioni inverse', ed
'intersezioni indietro su due punti'.
Levata topografica
Survey (E); Levè (F); Vermessung (G);
Levantamiento (S)
Si definisce 'levata topografica', o 'rilevamento
topografico', il processo operativo che conduce alla rappresentazione
cartografica di una porzione di territorio terrestre. Con evidente analogia,
viene inoltre talvolta detta 'levata', o 'rilevamento', anche l'elaborato
grafico prodotto.
In generale, la realizzazione di una levata
topografica avviene sempre scomponendo in due fasi distinte il processo
operativo: quella che realizza il 'rilevamento planimetrico' e quella che
realizza il 'rilevamento altimetrico'. Nella prima fase viene definita la
posizione topografica dei punti del terreno sopra un piano di riferimento
orizzontale; nella seconda fase ne viene definita invece la 'quota', o
'distanza', rispetto ad una prefissata superficie di livello identificata col
livello medio del mare.
Nella corrente prassi operativa, una levata
topografica può essere: 'regolare', quando viene seguita con strumenti e metodi
che ne assicurano la prevista precisione; 'speditiva', quando gli strumenti
impiegati e le procedure applicate rispondono soprattutto a criteri di celerità;
'a vista', allorché viene realizzata senza strumenti con procedure di fortuna, o
col semplice impiego della bussola magnetica a mano.
Le levate topografiche
regolari possono essere di tipo 'grafico', 'numerico', 'grafico-numerico', o
'fotogrammetrico'.
Le levate topografiche speditive sono di regola
soltanto 'grafiche'; mentre quelle a vista vengono realizzate soltanto per la
compilazione di 'schizzi topografici' o di 'eidotipi'.
Le levate topografiche
vengono infine distinte sulla base della scala di rappresentazione in: 'levate a
piccola scala'; 'levate a media scala'; 'levate a grande scala' e 'levate a
grandissima scala'.
Livella
Spirit level (E)
La 'livella torica' o 'livella a bolla d'aria', basa
il suo funzionamento sullo stesso principio fisico del filo a piombo,
utilizzando però come elemento di comparazione la superficie di livello definita
da un liquido racchiuso in un contenitore sigillato.
La livella è costituita
da un tubo di vetro piegato ad arco di cerchio, parzialmente riempito da un
liquido molto mobile (alcol od etere) che con la sua superficie libera superiore
indica una direzione orizzontale.
Livellazione
Leveling (E)
Prende il nome di
'livellazione' l'insieme dei procedimenti operativi topografici che consentono
di determinare i dislivelli fra i diversi punti del
terreno,
La livellazione può essere indipendente dalla misura della distanza che
intercorre tra i punti di cui si intende determinare il dislivello, quando
questa neon risulti indispensabile per lo sviluppo dei calcoli degli stessi
dislivelli, ma possono anche dipenderne quando la determinazione dei dislivelli
dipenda dalla misura degli angoli di inclinazione, di zenitali o di
pendenze.
Le livellazioni si distinguono in generale in: 'livellazioni
geometriche', in 'livellazioni idrostatiche', ed in 'livellazioni
trigonometriche', o 'tacheometriche' e 'speditive'.
Nella figura vediamo uno
schema di livellazione geometrica.
Livello
Levelling instrument (E)
E' lo strumento utilizzato nella
livellazione geometrica ed ha la funzione di individuare la indispensabile linea
visuale orizzontale di riferimento, e di consentire le necessarie letture alle
stadie, o mire di livellazione, per la determinazione dei
dislivelli.
I livelli si distinguono in 'livelli su linea', che realizzano una linea
orizzontale soltanto in una determinata direzione, ed in ' livelli su piano',
che realizzano una linea orizzontale in tutte le direzioni.
Sono state realizzate
varie tipologie di livelli che comprendono, in particolare: i 'livelli a
traguardi', i 'livelli a cannocchiale', i 'livelli automatici' od 'autolivelli',
ed i 'livelli digitali'.
Il livello a cannocchiale è essenzialmente
costituito da un cannocchiale che realizza la 'linea di mira' capace di
osservare la stadia, e da una 'livella a bolla', che permette di orizzontare la
linea di mira medesima.
La gamma dei livelli a cannocchiale con livella è
piuttosto ampia ed include in particolare: i 'livelli a cannocchiale fisso', i
'livelli a cannocchiale fisso con vite di elevazione', i 'livelli a cannocchiale
girevole', i 'livelli a cannocchiale girevole con vite di
elevazione'.
Il livello digitale è uno strumento per livellazione geometrica
corredato di un dispositivo rivelatore elettronico che, attraverso una
correlazione di immagine, rende possibile la lettura automatica del dislivello e
della distanza fra il punto di stazione dello strumento e la posizione della
mira.
L'autolivello, o 'livello automatico' si ispira al principio
dell''archipendolo', che definisce una direzione orizzontale grazie ad un filo a
piombo.
Lo schema costruttivo di un livello automatico, od autolivello, può
riprodurre due tipologie essenziali: quella di un cannocchiale rigidamente
connesso ad una massa pendolare su coltelli, oppure quella di un cannocchiale
sospeso a pendolo con cerniera a lamina elastica dotata di dispositivo di
smorzamento.
Appartengono all'insieme dei livelli automatici, od autolivelli, anche i
'livelli automatici a laser', che consentono di visualizzare un piano di
riferimento orizzontale o inclinato.
Macchina aerofotogrammetrica
Mapping camera (E); Appareil
photocartographique (F); Vermessungskamera (G); Camara cartografica
(S)
E'
costituita dall'assemblaggio di una 'camera metrica' e dai relativi dispositivi
di comando, dalla 'sospensione' che la fissa al velivolo, e dal
'cinederivometro' o 'cannocchiale di navigazione'.
Le camere metriche aere
sono attualmente pressoché generalizzate nel formato 230x230 mm. Esse si
distinguono tuttavia tipologicamente in funzione della distanza focale in:
'camere supergrandangolari' (f= 85mm, a=120°); 'camere grandangolari'
(f= 150mm, a=93°); 'camere ad angolo di campo intermedio' (f= 210mm; à=
75°); 'camere nornal-angolari' (f=305mm, a=56°); 'camere a
debole angolo di campo' (f=600mm, a=30°).
Metro
Meter (E); Mìtre (F); Meter (G); Metro (S)
La definizione del metro,
indicato simbolicamente da 'm', nasce come convenzione e corrisponde alla
lunghezza, alla temperatura di 0° centigradi, del prototipo
internazionale, realizzato con lega fra platino e iridio, e modellato con
sezione ad 'H'.
Con la "querelle" dello schiacciamento dello
sferoide terrestre e la misura del meridiano di Francia prese anche avvio il
dibattito scientifico sull'unità di misura lineare e sulla natura geometrica o
fisica di questa stessa grandezza.
Su proposta di Jean Charles de
Borda (1733-99), Marie Jean-Antoine Nicolas Condorcet (1743-94), Joseph-Louis
Lagrange (1736-1813), Pierre Simon de Laplace (1749-1827) e Gaspard Monge
(1746-1818) il 26 marzo 1791 l'Assemblea degli Stati Generali deliberò che
l'unità di misura delle lunghezze venisse definita dalla decimilionesima parte
del quarto del meridiano terrestre e che fosse chiamata
'metro'.
Il prototipo di questa unità di misura venne costruito da Lenoir e
Fortin, e depositato quindi negli Archivi di Stato il 22 giugno 1799. Esso
consistette in un regolo di platino, che raggiungeva la voluta lunghezza alla
temperatura del ghiaccio fondente, ed assunse il nome di 'metro degli
archivi'.
Vennero costruiti in prosieguo di tempo altri prototipi in platino e
iridio, con graduazione decimale in centimetri, opportunamente tarati col 'metro
degli archivi', e ne venne infine scelto uno come campione del 'metro
internazionale'. Circostanza che gettò le basi del moderno 'sistema metrico
decimale'.
Col progresso dell'ottica e dell'interferometria, nel 1960 è stato
restituito al metro il carattere di misura fisica, rapportandolo a 1.650.764,73
lunghezze d'onda nel vuoto dell'atomo del Krypton 86.
Dal 1983, la Confèrence
gènèrale des poids et mesures lo ha infine posto uguale alla lunghezza del
tragitto percorso nel vuoto dalla luce nell'intervallo di 1/299.792.458 di
secondo.
Misure di distanze
Distance measurements
(E)
La
misura di una distanza si effettua di regola mediante la determinazione del
numero e frazione di volte che la prescelta unità di misura lineare, risulta
contenuta nel segmento di linea che di volta in volta la identifica nello spazio
tridimensionale o nel piano. Tale misura può essere effettuata sia con procedura
diretta che indiretta.
Per la misura diretta delle distanze, ai fini
topografici, possono essere impiegati longimetri di varia foggia ed
approssimazione. Fra questi trovano frequente impiego: le 'canne' o 'aste
graduate', le 'catene metriche', i 'nastri graduati', i 'fili invar', che
forniscono in maniera alquanto variata idonei campioni geometrici lineari di
misura, nonché i moderni 'distanziometri elettronici' che, nel loro complesso
funzionamento, possono essere assimilati ad efficentissimi misuratori di
intervalli di tempo e quindi, per la stessa definizione del metro avanti
richiamata, di lunghezze.
La misura indiretta delle distanze, sempre ai fini
topografici, può essere effettuata con procedura basata sulla 'misura del tempo'
intercorrente nello spostamento da un punto all'altro, e con procedure basate
sulla misura della 'variazione dell'angolo visuale', od 'angolo parallattico',
sotto il quale vengono sottesi gli oggetti di identica grandezza allorché
vengano osservati da distanze diverse.
Quest'ultima procedura ottica
costituisce la base della moderna telemetria, che la applica mediante i due
metodi 'ad angolo parallattico variabile' e 'ad angolo parallattico costante',
tuttora molto diffusi nelle ordinarie operazioni
topografiche.
Nonio
Viene indicato anche come 'verniero' e consiste in
un dispositivo di frazionamento ausiliario, della graduazione di un cerchio
azimutale o zenitale, che consente di aumentare la precisione di lettura delle
graduazioni.
Orientamento
Orientation (E); Orientation (F);
Orientierung (G); Orientaciòn (S)
Orientarsi sul terreno equivale a
conoscere la direzione del meridiano geografico locale e cioè le direzioni dei
quattro punti cardinali (Nord, Est, Sud, Ovest) relative al punto
occupato.
L'orientamento può essere effettuato sia per mezzo di una carta
topografica, sia mediante l'osservazione del Sole, sia mediante l'impiego di un
orologio a tempo medio, sia osservando la Stella Polare, che utilizzando una
bussola magnetica.
Ortofotografia
Una immagine
ortofotografica è frutto di un lavoro di 'raddrizzamento' grazie al quale il
punto di presa risulta portato all'infinito in modo da rendere paralleli fra
loro i raggi proiettanti. In questo modo si eliminano gli errori nel rapporto di
scala dell'immagine fotografica.
L'affidabilità metrica di un'immagine fotografica
aerea è funzione esclusiva della rigorosità con la quale viene mantenuto
localmente, e cioè in ogni suo punto, il relativo 'rapporto di scala' rispetto
al terreno rappresentato.
Questo rapporto di scala è come noto definito dal
rapporto fra la distanza principale 'f' della camera metrica utilizzata per la
presa aerofotogrammetrica e la distanza relativa 'H' del terreno
ritratto.
Logicamente variando la morfologia del terreno, per il suo sviluppo in
altezza od in profondità, varia evidentemente la distanza relativa 'H' e con
questa il valore locale del rapporto 'f/H' che ne esprime la relativa scala di
rappresentazione.
E' infatti per questo motivo essenziale che le
immagini fotografiche degli oggetti più prossimi al punto di presa, a parità di
dimensione, risultano più grandi di quelle relative agli oggetti più lontani
dalla stesso punto di presa. Fatto che si verifica oltretutto anche nella
normale osservazione visiva.
Per garantire la costanza del rapporto di scala in
tutti i punti dell'immagine fotografica aerea, risulta allora necessario
riproiettare il negativo originale in maniera da eliminare gli effetti
conseguenti alle predette variazioni locali della 'quota relativa di volo
H'.
Piano quotato
Seguendo le regole delle proiezioni quotate, la
posizione altimetrica dei punti del terreno viene
rappresentata
in piano direttamente dalla loro distanza, detta
'quota', dalla superficie di riferimento.
Nella costruzione del 'piano
quotato' le quote vengono scritte a lato del particolare topografico cui si
riferiscono.
Poligonazioni
Traversing (E)
Costituisce un
procedimento di rilevamento numerico d'impiego molto semplice e frequente, che
si sviluppa attraverso una spezzata poligonale, ove vengono ordinatamente
misurati tutti i lati e tutti gli angoli compresi.
Le poligonazioni si
dicono chiuse od aperte a seconda se hanno oppure non hanno possibilità di
controllo.
Restituzione fotogrammetrica
Restitution of photographs
(E)
Il
procedimento operativo che consente di pervenire, dai fotogrammi alla
rappresentazione grafica o numerica, dei diversi oggetti ritratti, prende il
nome di 'restituzione fotogrammetrica'.
A seconda della metodologia seguita
e delle strumentazioni impiegate la restituzione fotogrammetrica si distingue:
in 'restituzione grafico-numerica', quando si realizza con procedure
approssimate; in 'restituzione analogica', quando il processo operativo si basa
sulla ricostruzione analogica; e in 'restituzione analitica', quando il processo
venga attuato esclusivamente per elaborazioni di calcolo
numerico.
Rete geodetica
Geodetic net (E)
E' una rete di triangoli
che stabilisce un legame rigido fra i diversi vertici della maglia triangolare
costituenti la rete medesima la quale permette il corretto dimensionamento ed
orientamento del rilevamento topocartografico di un'estesa regione
terrestre.
Stazioni totali automatiche
Total stations (E)
Costituiscono il più
moderno strumento per sviluppare la celerimensura, per le possibilità di cui
dispongono di misurare angoli azimutali e verticali, distanze e dislivelli, e di
elaborarli in tempo reale per ricavare le coordinate dei punti
osservati.
Stereorestitutore
Stereoplotter (E)
Presentano una struttura
piuttosto complessa e, ricostruendo lo spazio virtuale rappresentato da una
coppia di fotogrammi stereoscopici, dopo averne ripristinata la posizione e la
giacitura occupata al momento della presa, consentono di effettuarne la
riproiezione con la relativa restituzione fotogrammetrica.
A seconda delle modalità
prescelte per l'individuazione dei raggi proiettanti, questi apparati si
distinguono in: 'restitutori a proiezione ottica', 'restitutori a proiezione
meccanica' e 'restitutori a proiezione ottico-meccanica'.
Gli stereorestitutori
analitici sono strumenti di stereorestituzione che a partire dalla misura delle
coordinate dei punti collimati, definite nei due sistemi lastra, provvedono 'on
line' all'elaborazione analitica dei dati osservati, fino alla loro
trasformazione numerica in coordinate del sistema spaziale terrestre, e
provvedono inoltre alla corrispondente restituzione
fotogrammetrica.
Teodolite
Theodolite (E)
E' un goniometro a
cerchio azimutale reiteratore che consente di conseguire, nella misura degli
angoli, approssimazioni angolari pari a frazioni del secondo centesimale, o
sessagesimale.
Lo strumento consta di una base e di un cannocchiale
collimatore, e presenta inoltre una forma compatta che protegge i vari organi di
funzionamento, costituiti dai percorsi ottici di collimazione e di lettura, dai
cerchi graduati e dai circuiti elettrici ed elettronici.
Col teodolite la misura
degli angoli azimutali viene effettuata seguendo il 'metodo della
reiterazione'.
Toponomastica
Toponomy (E)
L'insieme dei nomi delle
località e dei particolari topografici rilevabili sul terreno prende il nome di
'toponomastica'.
La raccolta della toponomastica costituisce un
momento importante nella formazione della cartografia topografica di una data
regione, e viene effettuata direttamente in campagna interrogando prima gli
abitanti dei luoghi e quindi tutte le altre persone pratiche degli stessi luoghi
per averne conferma.
Triangolazione
Triangulation (E)
Definisce un procedimento
per determinare una catena od una rete a maglia
triangolare.
Unità di misura
Unit of measure (E); Unitè (F); Einheit
(G); Unidad de medida (S)
Le 'grandezze geometriche' studiate dalla
'topografia' sono essenzialmente le 'lunghezze', le 'superfici' e le ampiezze
degli 'angoli'.
La misura diretta di una grandezza d'interesse
topografico viene effettuata, come risulta intuitivo, determinando il numero di
volte che l''unità di misura' risulta contenuta nella stessa
grandezza.
L'unità di lunghezza utilizzata in topografia è il 'metro' e viene
indicata simbolicamente da 'm'. Per la definizione di questa unità vedere la
relativa voce.
L'unità di misura superficie topografica è il 'metro
quadrato' e viene indicata simbolicamente da 'm2'.
Nella prassi corrente
viene tuttavia utilizzata come unità di superficie anche l''ettaro',
simbolicamente indicato da 'ha', pari a 10.000 m2, un multiplo dell''ara', che
corrisponde ad un decametro quadrato.
La determinazione dell'ampiezza
delle grandezze angolari può essere effettuata sia per via analitica che per via
geometrica.
I sistemi di misura angolare più diffusi sono in particolare: il
'sistema ciclometrico', il 'sistema sessagesimale', il 'sistema sessadecimale',
il 'sistema centesimale' ed il 'sistema orario'.
UTM
Acronimo di 'Universal Transverse Mercator Grid',
definisce la rappresentazione conforme di Gauss per i territori compresi tra i
paralleli di +80° e -80° di latitudine, ripartita in 60 fusi
dell'ampiezza di 6° in longitudine, progressivamente misurati a partire
dall'antimeridiano di Greenwich.
Le corrispondenze studiate per la rappresentazione
sono del tutto identiche nei 60 fusi o sistemi cartografici, e il fattore di
riduzione rimane sempre pari a 0,9996.
Per agevolare l'individuazione
delle varie regioni rappresentate, i diversi fusi sono stati suddivisi in 20
fasce parallele, generate per mezzo di paralleli geografici distanziati di
8° in latitudine a partire dall'equatore a fino alle latitudini di
80° Nord e di 80° Sud.
Dalle due ripartizioni, quella in
fusi e quella in fasce, la superficie terrestre è risultata così suddivisa in
1200 zone, ciascuna della quali ha l'ampiezza di 6° in longitudine e
8° in latitudine.
Zone che, così suddivise, sono particolarmente utili
per la designazione delle aree di volta in volta interessate dalla
rappresentazione denominata appunto 'Universale Trasversa di Mercatore', o più
semplicemente 'sistema UTM'.
Zenit
Zenith (E); Zènith (F); Zenit (G); Zenit (S)
E' detto 'Zenit' il punto
della sfera celeste esattamente al disopra della testa ed è opposto al
'Nadir'.